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Collegiata di San Vittore Martire

 

 

Dalle notizie storiche si fa risalire a San Mona, un discendente dei Borri, la fondazione di un edificio dedicato al culto cristiano.

1037: la Chiesa romanica era ormai terminata e sotto l’altar maggiore vi era la cripta di San Materno (forse era l’antico tempio pagano).

1535: la volta della cappella maggiore (presbiterio) crolla coinvolgendo l’altar maggiore e la cripta di San Materno. Tra le rovine vengono ritrovate le reliquie donate da Arnolfo di Donnino.

1570: San Carlo Borromeo amministra la cresima sul sagrato della chiesa di San Vittore. Dorme in casa Frisiani in Piazza del Popolo.

1588/92: fervono i lavori di ricostruzione della volta della chiesa.

1590: si innaugura l’organo installato ad opera del Capitolo e di alcune Scole.

1612: si completa il concerto delle campane.

1697/99: primo inalzamento del campanile sopra una preesistente torre forse di origine romana

1725: la chiesa, durante il trasporto delle ossa dei defunti ivi sepolti, fu accuratamente imbiancata, e forse durate tali lavori furono ricoperti di pittura alcuni affreschi preesistenti sulle pareti..

1727: fu costruita la sacrestia, compiuta l’anno seguente. 

1750: la basilica romanica di San Vittore cade in rovina.

1792: la chiesa fu ritenuta insufficiente per il culto a causa dell’aumento della popolazione. Si affida il progetto all’Arch. Pietro Taglioretti, ma nel 1796 i lavori vennero sospesi a causa delle vicende storico politiche. Ripresero nel 1806 e terminarono nel 1809.

1809: Giuseppe Redaelli vende al Prevosto Giovan Battista Castelnovo l’attuale altare, rifiutato dalla chiesa del Santo Sepolcro di Milano, per acquisto fatto direttamente dall’Arch. Leopoldo Pollak.

1820/50: il Prevosto Castelnovo fa murare nelle facciate della Colleggiata resti architettonici romanici e tre are romane.

1845/48: fu eseguita la facciata, su disegno dell’Arch. Luigi Cerasoli.

1891: la nuova chiesa, in ottobre, viene consacrata dal Patriarca di Alessandria d’Egitto Mons. Paolo Angelo Ballerini.

1898/1902 fu innalzato ulteriormente il campanile a 82 metri, su progetto dell’Arch. L. Perrone.  Il 2.6.1902 rovinò al suolo e fu ricostruito nel 1908 con altezza di 71 metri.

1907/10: viene acquistato dal Santuario di Rho, l’attuale organo costruito dalla ditta P. Bernasconi e Figli.

1921: il pittore Rivetta esegue due affreschi ai lati del presbiterio con le storie del martirio di San Vittore.

1972: durante i lavori di rifacimento della pavimentazione furono ritrovate tracce delle preesistenti chiese longobarda, paleocristiana e romanica, non completamente distrutte con la costruzione dell’attuale edificio neoclassico. Si è potuto constatare che nel 1906 erano stati eseguiti alcuni scavi da Carlo Dossi, interrotti per la morte del Prevosto Don Zaccheo che li aveva autorizzati, che aveva quasi raggiunto la cripta di San Materno.

 

 

Arch. Luciano Redaelli

 

 

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